Portapenne

Capita frequentemente di riporre nell’immondizia oggetti che potrebbero avere un altro scopo, perché non sempre quello che gettiamo via può essere inutile. Con un po’ di fantasia le cose da buttare possono avere un nuovo utilizzo anche molto differente da quello che avevano prima.

Attraverso il recupero dei contenitori di latta nascono i “portapenne polliniani”, un’idea bizzarra ma divertente di riutilizzare questi contenitori con addobbi e decori offerti prevalentemente dalla natura, un modo originale per abbellire e decorare la vostra scrivania.

In base a ciò che raccolgo: pezzi di corteccia, pigne, rametti, licheni o utilizzando lo spago e la lana, quest’ultima non trattata chimicamente, ho ideato diverse categorie di portapenne:

  • “i legnosi”: realizzati utilizzando prevalentemente rametti di faggio raccolti per terra, di varie dimensioni e colori, non solo lisci ma anche raggrinziti e ricoperti di licheni, sono quelli che hanno un aspetto più intrigante;
  • “i cortecciosi”: forse i più affascinanti, dal profumo inconfondibile di bosco. Con le cortecce lisce, rugose, spesse, flessibili, ogni portapenne è unico ed inconfondibile e soprattutto racconta una storia fatta di memorie senza tempo;
  • “gli spagosi”: essenzialmente in fibra di lino o di canapa dall’inconfondibile odore di “mucca” perché fatto naturalmente e poi la mucca rappresenta il bestiame domestico più diffuso sui pascoli alti del Pollino;
  • “i pignosi”: molto particolari sono quelli dall’effetto squamoso reso possibile “scortecciando” le bràttee (le scaglie delle pigne) e incollandole al contrario di come si presentano in natura. Caratteristici sono anche i portapenne rivestiti con i peduncoli delle pigne dove le bràttee formano delle belle spirali. Le pigne utilizzate sono quelle del pino nero (pinus nigra), conifera utilizzata soprattutto per contenere i versanti detritici ed oggi molto diffusa nel mio territorio;
  • “i lanosi”: la pastorizia, nel mio territorio, da sempre ha avuto un ruolo molto importante. Non potevano mancare i portapenne rivestiti con la lana, questa fibra tessile naturale molto soffice al tatto e soprattutto colorata ecologicamente.

 Portatevi con voi una storia da raccontare…

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